di Rosario Sapienza
Come si dice .... Scusate se da sol mi presento ..... E’ da qualche
settimana in libreria l’ultimo mio libro, intitolato “Diritto Internazionale.
Quattro Pezzi Facili”, pubblicato per i tipi della Giappichelli. Esso raccoglie in quattro saggi (appunto i
quattro pezzi facili) i primi risultati di un complesso e articolato itinerario
di ricerca volto ad una accurata presentazione della ragion d’essere e dei
principali contenuti del diritto internazionale pubblico. Il diritto
internazionale pubblico come autonoma disciplina scientifica e come professione
nasce nella seconda metà dell’ottocento. E’ in quel torno di tempo che si
assiste a una vera e propria rivoluzione metodologica negli studi giuridici
all’insegna del positivismo, soprattutto da parte della dottrina tedesca. Si
cimentano in quest’opera grandi giuspositivisti, come Bluntschli, Heffter,
Triepel, Heilborn. L’intento che animava questi studiosi era infatti quello di
giungere a una ricostruzione del diritto internazionale coerente con i principi
del giuspositivismo che si andavano affermando in quegli anni nello studio
degli ordinamenti giuridici degli Stati.
Il mio libro
prende le mosse proprio dalle loro ricerche, non tanto nell’intento di avviare
una indagine storica, ma di offrire
piuttosto una prima indicazione di metodo nella ricostruzione delle vicende
delle quali si tratta, e cioè quella di considerare la realtà delle relazioni
giuridiche internazionali sia per come vengono viste e pensate dagli attori in
esse impegnate sia per come appaiono allo sguardo dell’osservatore che le ricostruisce. Questa
doppia prospettiva, nella quale mi pare si sostanzi, opportunamente, una
metodologia che voglia essere adeguata, offre, credo, una feconda occasione di
approfondimento e di originale ricostruzione di quel singolare fenomeno giuridico
che chiamiamo diritto internazionale pubblico.
Ricostruzione che deve poi, di necessità, contaminare gli strumenti
della indagine giuspositivistica con quelli dell’approccio storico-critico,
operazione da qualche tempo diventata usuale per gli studiosi della nostra
disciplina tanto in Europa quanto Oltreoceano. Non si tratta, in altre parole,
di scrivere una storia del diritto internazionale o di certi suoi istituti,
impresa complessa anche se comunque commendevole, ma di ricostruire il portato
odierno e positivo di un istituto alla luce della sua evoluzione storica,
intento questo di una qualche utilità anche ai fini di una didattica non
convenzionale.
Negli ultimi
tempi ci si chiede addirittura se possa ancora parlarsi del diritto
internazionale come un sistema normativo unico e coeso, o se invece si debba
prender atto della sua irreversibile frammentazione. Se lo è chiesto la
Commissione del diritto internazionale che ha istituito al suo interno un
gruppo di lavoro che ha presentato nel 2006 sul tema Fragmentation of International
Law: Difficulties arising from the Diversification and Expansion of
International Law, il suo Rapporto finale contenente 42 conclusioni. Si è
così per il momento terminata una lunga stagione di riflessione su queste tematiche,
affidata anche a ponderosi studi.
Questo volume
non comprende tutte le tematiche usualmente trattate in una presentazione
sistematica del diritto internazionale pubblico. Ho inteso, per il momento, soltanto
ricostruire la vicenda attraverso la quale si è cercato di salvaguardare la
costante validità dell’idea dell’unità del sistema giuridico internazionale
agendo sulla nozione di soggetto giuridico internazionale, progressivamente
riorganizzandola e rielaborandola al fine di mantenere intatta per quanto possibile l’unità del sistema giuridico internazionale,
cercando poi di indagare la sua tenuta rispetto a due tematiche cruciali: la
protezione dei diritti dell’uomo e la disciplina dell’uso della forza armata.
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